Questo urlo per te

Questo urlo è per te
Amore
che in silenzio ascolti
ogni mia emozione
il mio piacere di vivere
di amare
il mio piacere…
di Te.
Lila

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18 pensieri su “Questo urlo per te

  1. Viviamo nella società del rumore, della connessione permanente, del sovraffollamento di informazioni, immagini, sollecitazioni. In questo continuum acustico e visivo, è difficile trovare spazi di silenzio, inteso non come isolamento o fuga dal reale, ma come stacco, pausa, attimo ritagliato e colto per pensare, fantasticare, contemplare o semplicemente rallentare. Silenzio come cuneo, silenzio come occasione che si pone tra, in mezzo,come una sospensione della corsa frenetica, delle attività consuete, del flusso ininterrotto della vita, per osservare le cose da un nuovo punto di vista, per rivederle, risentirle. Oppure per entrare in una nuova relazione con il paesaggio che ci circonda o con i luoghi abituali, le case, i palazzi, le architetture. O con gli altri, i cui volti ci scorrono davanti agli occhi senza interrogarli, senza incontrarli.

    Qual è l’immagine del silenzio? Si può contrapporre al tempo della fretta un tempo sospeso e carico d’attesa, che valorizzi e necessiti di uno sguardo lento, nella realizzazione come nella fruizione dell’opera. Immagini non urlate, anche in opposizione alla tendenza ormai prevalente di linguaggi forti, di imposizioni visive, di ricerca a tutti i costi dell’impatto, del colpo di scena, dell’inquadratura a effetto. Immagini che ci invitino a guardare oltre le superfici, a ritrovare pensieri dimenticati e tracce di ricordi . Si può ricercare un linguaggio che abbassi il tono della voce, che colga i sussurri, le ombre, il non immediatamente udibile, il non immediatamente visibile.

    Silenzio come cambio di sguardo e di distanza per rinnovare il punto di vista abituale e trovarne un altro dove il mondo si mostri in modo diverso. Cerchiamo ritratti d’impermanenza, immagini di vuoti che sono pieni, still life di quel “mentre”, sospensione silenziosa e fugace, in cui accade il mutamento.

    ABITARE IL SILENZIO
    di Fausto Corsetti

    Con un caro forte abbraccio
    Fausto

    1. Un caro e forte abbraccio te lo do io caro Fausto. Non so come tu faccia a distillare gocce di benessere quando scrivi. In particolare del tuo scritto mi ha colpito molto questo: ” Si può ricercare un linguaggio che abbassi il tono della voce, che colga i sussurri, le ombre, il non immediatamente udibile, il non immediatamente visibile.”. Ecco, tu non puoi vedermi ma credimi, queste tue parole mi hanno emozionata. Grazie di cuore. Un sorriso per te. Lila

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