ora tocca a me (a Vida parte 2)

Ora tocca a me, appunto.

Cosa rappresenta per me la vita? Premessa: per molti anni sono rimasta volutamente chiusa in una gabbia dorata per spavento.  Il dolore mi faceva paura.  Ogni evento doloroso o triste mi metteva angoscia e questo mi spingeva a cercare sempre di evadere la realtà, di vivere solo cercando di gioire e ridere come se non ci fosse niente di cui preoccuparsi.

Non è facile rendere in poche righe tutto quello che mi è successo fino ad oggi. Come ho già accennato in un post precedente non posso scendere nei particolari. Voglio dire una cosa  però: ho avuto  un periodo  lungo di depressione.  Ho dovuto  chiedere aiuto dal momento che anche il mio corpo si rifiutava di muoversi. Il vero dolore ha bussato alla mia porta per farmi capire che c’era qualcosa che non andava.

Ho dovuto toccare il fondo più profondo per capire quello che stava succedendo dentro me. Ho dovuto urlare. Chiedere aiuto. Non è stato sempre facile anche perché vi lascio immaginare quanto lucro ci sia dietro una persona che soffre, che non sta bene. Ho avuto fortuna. La fortuna di incontrare una Donna, la mia psicoterapeuta. Lei è riuscita a spaccare il mio muro di dolore, a scavare nell’abisso, a farmi piangere, a farmi urlare e adesso a farmi gioire. Sono una Donna nuova che ama la vita, che ha rispetto del proprio essere, autostima, rispetto del proprio corpo, rispetto dell’altro, di ogni Essere Umano che ama stare in sintonia, in armonia con me. Rispettare chi ci vuole bene non vuol dire necessariamente stare sempre calmi. A volte le persone con le quali discuto e mi infervoro sono quelle alle quali tengo di più.

Anche per Amare ci vuole coraggio, ci vogliono gli attributi, ci si deve tuffare, mettere in gioco.

Cos’è per me la Vita? Una pioggia viola che scroscia, bagnando i miei capelli, lasciandomi sognare nuove cose. Io, in questa pioggia viola e in questa vita nuova, ci voglio credere da ora ad ogni giorno nuovo che mi sarà concesso di vivere.

Smile! Lila

 

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to Love or not to Love (this is the question)

Sottotitolo italiano: Amare o non Amare…chi può dirlo?

Pochi giorni fa mi arrivò da una cara Amica/collega Sabrina – di cui vi ho già parlato nel mio post Se mi fermo – un’immagine  su cellulare dove  era raffigurata  la grande Frida Kahlo e in basso all’immagine una scritta:  Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi. Questa frase è stata per me un fulmine a ciel sereno.

Mi sono guardata dentro e ho cercato in pochi istanti di fare un viaggio a ritroso sul mio cammino di vita. Cosa sono stata fino a questo momento? Una donna sensibile, senza dubbio, oltre questo però cosa c’era?

Una donna che aveva paura di Amare e di soffrire, in altre parole una donna che aveva paura di vivere. Ora che sto scrivendo devo dire che ne ho fatta di strada. Non mi piace rendere troppo pubblica la mia vita e quindi tralascio fatti che mi sono accaduti. Posso però intanto dirvi che nessuno è esente, o meglio, nessuno può rimanere impermeabile all’Amore. Di questo meraviglioso sentimento è chiaro che esistono infinite sfumature. Riuscire ad Amare però non è facile e richiede quel processo scritto nella frase della Kahlo. Non si può amare nessuno (un amico/a, un uomo/donna etc…) se non si ama per prima cosa se stessi e la propria vita, quello che si è e quello che ogni giorno si cerca di essere. Siamo esseri umani in continuo cambiamento ma per riuscire in questo e, io sottolineo , per riuscire a Vivere e ad Amare, è necessario ogni giorno un lavoro da parte nostra che parta da ciò che siamo, da quello che desideriamo, da tutto quello che possiamo diventare se solo ci rendiamo disponibili all’Ascolto e al Cambiamento, al cammino verso l’Altro diverso da me e Unico. Nel fare questo non siamo esenti da ferite e da dolori che possono essere collegati al rifiuto dell’altro ma io credo che tentare valga sempre la pena. Mai arrendersi.

Ohibò ragazze e ragazzi, dopo ste perle de saggezza popolare (mi viene da sorridere), vi ringrazio di cuore per esserci nonostante la mia scarsa presenza. Vi auguro una buona notte con il mio cuore che ogni giorno diventa sempre più grande <3. Lila

p.s.: Ascoltate questa che ve sconquassa un po’.

 

 

 

La maschera

Cos’è rimasto adesso dentro

il mio corpo, dentro il mio passo stanco

il mio sguardo smarrito?

Cos’è rimasto adesso, della mie pelle

bagnata dalla pioggia che cade come polvere

conca nelle  mie mani tra le mie gambe?

Che cosa è quel senso di vuoto

quel dolore che bussa pieno dentro il cuore

amore grido urlo vita

e le mie mani che nascondono i miei occhi

quasi a non voler vedere?

Adagiata tra i miei piedi

c’è la maschera che ho tolto anni fa.

Sembra ancora di vederla

mentre grida aiuto, mentre implora

aiuto, un’ultima occasione cerca

volti e sorrisi o sorrisi senza volto, si volta

e non trova più la donna che ero, è vero

si vive troppo poco per perdere

si muore una volta sola, io, tolta ora

quella maschera mi specchio, nuova e viva

nella camera dei sogni

sorrido ancora…

Lila

 

Quello che sento

Di solito sono come San Tommaso, credo solo in ciò che vedo con i miei occhi.

Da un po’ di tempo però c’è una novità, mi piace credere anche a ciò che sento con il cuore perché so lui non può mentire.

Per questo motivo è lì che batte a volte come un pazzo senza fermarsi e mi ricorda di vivere ogni giorno guardando anche a fianco a me, guardando oltre…

Buonanotte a voi tutti care/i follower. Vi auguro una buona Pasqua e che sia ascoltando il cuore. Lila

 

 

La differenza tra me e te

Mettiamo una sera qualunque di un giorno qualunque in un mese qualunque e due persone qualunque.

Mettiamo che si parlino in lingue diverse, che abbiano caratteri diversi, modi diversi di comunicare.

Mettiamo che tutto questo venga visto come una ricchezza e non come un deficit.

Mettiamo che in sottofondo si ascolti questa bellissima canzone di Tiziano Ferro e infine mettiamoci noi.

Sto dicendo a te, sto dicendo a voi che mi leggete ormai da tempo.

Perché le differenze arricchiscono… o no?  🙂

 

in

Tu, bambino

Disegna tu, bambino

disegna un cerchio e poi salta dentro

poi allarga unisci le gambe

e conta i passi della strada

disegna una mappa disegna il mondo

con le dita traccia il tondo

disegna il cerchio delle opportunità

gli spazi che intersecano, le linee della vita

poi gira, gira intorno a te

poi fai un salto e un altro ancora

uno in avanti uno indietro e torna

torna piccolo torna, ancora, più piccolo

torna, resta, tu, bambino…

 

Dedicata a tutti i bambini del mondo e a chi nel cuore è sempre un po’ bambino. Lila

Verso l’infinito

Da oggi per me, ma non solo per me, si è chiusa un’importante esperienza che mi ha vista coinvolta anche emotivamente nello scrivere o meglio nel coltivare l’arte per il gusto dell’arte (questo era il motto del Circolo Infinire).

Il Circolo e il suo blog proprio oggi si sono chiusi.

Ho scritto un piccolo componimento per ricordare. Lo dedico a Criss (Danilo Cristian Runfolo) e a tutti quelli che in questo progetto ci avevano creduto (autori compresi).

Lila

 

Ho abitato uno spazio nell’infinire

granelli di vita raccolti e sabbia

discesa come in una clessidra instabile.

Fragile accolgo il mio sentire

che grida ancora e non si abbatte

e urla forte a perdifiato

fino a ritrovare

i punti cardinali, gli attimi

che mi portano all’infinito.

Lila