30 risposte a "a dieci passi dalla notte"

    1. Grazie di cuore bella Simona! Mi sono venute spontanee. In romanesco se potrebbe dì…vengono dar core. Che poi quello che viene da quel curioso muscolo è roba genuina…che dici? Un abbraccio forte e buona notte. :*

    1. Ohibò! Non dirmi che sei a dieci passi da me perché non ci credo neanche se lo vedo.
      E’ sempre un piacere vederti qui Blu. Lasci quella botta di energia che fa bene.
      Ciao e un sorriso.

      1. Ah! Così va decisamente meglio. Cerco di essere leggera quando scrivo ma in realtà boh, è quello che sento io quando mi lascio andare e mi metto a scrivere, senza pensarci-

      2. E’ la migliore cosa secondo me.
        Lasciarsi andare e scrivere, tipo stream of counsciousness

      3. Si, esattamente.
        Ti copio incollo il concetto.
        (Magari a qualcuno interessa, boh)
        Il flusso di coscienza (stream of consciousness in lingua inglese) è una tecnica narrativa consistente nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Da alcuni autori[1] il “flusso di coscienza” è considerato un vero e proprio genere letterario, anche se altri autori ritengono dubbia questa pretesa.[1]

        Il flusso di coscienza viene realizzato tramite il monologo interiore nei romanzi psicologici, ovvero in quelle opere dove emerge in primo piano l’individuo, con i suoi conflitti interiori e, in generale, le sue emozioni e sentimenti, passioni e sensazioni.

      4. Si, essere liberi e senza pensieri quando si scrive è fondamentale.
        Poi c’è la gente normale che si rilegge, si corregge mentre io e mi sembra di aver capito anche te, lasciamo tutto come è uscito…
        Io la chiamo arruffaggine…
        altri “stream of counsciousness”
        :))

      5. Dipende…a volte so na precisina…dipende un po’ dal contesto per cui scrivo. Quando scrivo per me, per la mia dimora, è senza dubbi quel che viene, un dolce lasciarsi andare che è davvero terapeutico, ti assicuro.
        🙂

    1. Che bello vederti Caterina. Sono contenta perché sei una buona lettrice e quindi mi fido di te…come direbbe Jovanotti, oh yeah 😀
      Anzi, se non ricordo male, tua figlia conosceva Lorenzo Cherubini, sbaglio?

      1. Siii!! Lo incontrò a N.Y. Quando si sposò mio figlio che abita a Brooklyn.
        Lo vedeva spesso anche mia nuora che lavora nella scuola Italiana a NY dove il Cherubini portava la figlia a quella scuola.
        Ti mando un abbraccione cara Lili😊

      2. Ti abbraccio anche io, pure se i tempi so sempre risicati e vedi bene a che ora te sto a risponne. Spero di incontrarti domani, magari leggendo il mio nuovo post.
        Buonanotte cara Caterina. Smack!

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