Eros

Sgualcito il lenzuolo aleggia ricordo
l’odore serra che cancella il sonno
impressi restano dai baci mordo
vita, energia, parole senza senno
parole al vento tu che sei mio porto,
lontano un miglio basta un solo cenno,
alata spuma calda il tuo trasporto
che l’onda avvolge, come il mio lenzuolo
riporta rena, orma d’amante accorto.

E inarcata la schiena, in un angolo
le mani sfogliano la nuda pelle
abbandonata acrobata, scivolo
in un’altra dimensione poi nelle
sfere, ai bordi di un sogno di bambino
mentre la notte s’allontana in quelle
luci di città dalla finestra il pino
si muove e la mano che invito
mi tocca, m’accompagna, sino
l’orlo del vestito, ancora sgualcito.

Lila

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4 pensieri su “Eros

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